Con una media di 150 visitatori al giorno, con punte oltre le 250 visite, Vivere Vittuone (www.viverevittuone.it) si conferma il sito di informazione dei Vittuonesi.
Nato per la campagna elettorale dell’omonima lista civica alle Amministrative 2002, concepito e realizzato gratuitamente da Carlo Milani, il sito è stato seguito in questi anni da un crescente numero di persone, fino al boom in questa campagna elettorale, nella quale l’integrazione della parte online alla diffusione tradizionale della propaganda nelle case si conferma come indispensabile anche a livello locale.
Indispensabile perché in questi anni il web si è affermato come il canale primario di informazione, e, in quest’ultimo anno, di condivisione. Che è lo stesso valore cardine dell’azione politica del centrosinistra vittuonese. Il futuro della comunicazione (anche politica) si chiama partecipazione e condivisione delle informazioni e delle scelte. Per questo si è voluto uno strumento che non solo fosse tecnicamente all’avanguardia, ma che declinasse già questa filosofia di fondo.
Tecnologia open-source all’avanguardia
Il blog incorpora molte tecniche definibili “web 2.0â€, e già la suddivisione dei contenuti oltre che per categorie, anche per tag, ossia per tematiche. La lettura è racchiusa in un layout piacevole e pulito. Gli utenti iscritti possono partecipare con i loro commenti. Da alcuni giorni è presente un questionario online in cui i cittadini possono dire la loro sui temi più “caldi†della campagna elettorale, e contribuire attivamente alla stesura del programma del centrosinistra.
La tecnologia open-source consente un taglio dei costi enorme, e una flessibilità nello sviluppo nel futuro senza eguali.
Il sito del Comune e Vittuone Informazioni sono fatti male e non servono a nessuno
Condivisione, integrazione, interazione. Queste saranno le linee guida con cui rivedremo radicalmente gli attuali organi del Comune: periodico cartaceo e sito web, oggi non qualificabili come strumenti di informazione per il cittadino. Insieme con magentino.net, per quanto visto finora, oltre a non soddisfare i requisiti minimi previsti dalla legge per le P.A. in termini di usabilità e accessibilità , non offrono quei servizi che possono snellire la burocrazia, ridurre i costi di tempo e risorse per ente e cittadini, e garantire un grado di interazione effettivo, veloce, puntuale.
Vittuone in Rete
Il progetto che proporremo ai cittadini riqualificherà totalmente l’efficienza e l’efficacia degli uffici grazie alle nuove tecnologie, e garantirà alle persone un concreto risparmio di tempo e costi. La relativa economicità del progetto dimostrerà che sapremo realizzare molti vantaggi concreti per tutti con il dispendio di poche risorse pubbliche. Sicuramente inferiori a quanto oggi costa il giornale comunale (50mila euro/anno) che non serve a nessuno se non agli Assessori per farsi pubblicità gratis. Sicuramente più utili per gli Uffici, le Scuole, la Biblioteca, le Associazioni, i Commercianti, gli Artigiani, le Imprese, gli Studenti… restate in linea, presto ne sentirete parlare.
AJAX sta per “Asynchronous JavaScript language and XML” ed e’ una tecnica per sviluppare applicazioni web interattive usando le “vecchie techniche” dell’html dinamico (essenzialmente programmi Javascript inclusi nell’html per manipolare l’albero del documento descritto dal DOM) accoppiate alla nuova tecnica di richiedere dati dal server usando l’oggetto XMLHttpRequest che ritorna le informazioni dal server sotto forma di documenti XML. Questi dati sono estratti dal documento XML e usati per modificare la pagina HTML originale.La maggiore novita’ dal punto di vista tecnico e’ che l’utente resta sempre sulla stessa pagina vedendola cambiare man mano che arrivano i dati. Ecco un esempio banale di applicazione AJAX: un orologio aggiornato dal server ogni 10 secondi. Guardando il sorgente della pagina Web vedrete che esso richiama il seguente servizio che ritorna l’ora in formato XML. Invece un esempio molto sofisticato di AJAX e’ Google Maps. Google Maps e’ stata l’applicazione che fatto capire agli sviluppatori Web le possibilita’ offerte da AJAX. Da allora le applicazioni AJAX si moltiplicano tanto che si parla della nascita di un Web 2 o di seconda generazione.
Il motivo principale dell’interesse per AJAX e’ che la nuova tecnica sembra realizzare senza l’uso di complesse tecnologie come i servizi Web, la potenzialita’ di portare le applicazioni desktop (Office per intenderci) sul Web. Cioe’, usando AJAX, l’interfaccia Web potrebbe fornire un’esperienza altrettanto soddisfacente per l’utente di quella offerta da un programma standalone come Office. Per questo si moltiplicano le voci di imminenti offerte da parte di Google o altri giganti del Web di servizi gratuiti che forniscono le stesse possibilita’ offerte da Office ma richiedono solo un browser per essere usati.
Ormai tutti i linguaggi di programmazione usati sul Web si stanno attrezzando per supportare lo sviluppo di pagine con la filosofia AJAX: non piu’ un modulo che carica un’altra pagina, ma un modulo che provoca l’aggiornamento della pagina in cui si trova. Tra questi uno dei piu’ attrezzati sembra essere Ruby con la sua estensione Rails (il cosiddetto Ruby on Rails, Ruby sui binari:un gioco di parole). In apparenza Ruby on Rails permette di facilitare enormemente la creazione di siti Web AJAX. Questo viene ottenuto in parte con un’interfaccia estremamente semplificata con i database di supporto. Non e’ necessario preparare complicati file XML per la pubblicazione di un’applicazione (come ad esempio in Java), Ruby provvede a fare tutto da se usando delle regole predefinite.
Per saperne di piu’: AJAX su Wikipedia, dove trovate anche un elenco di framework di sviluppo.
Tutti sappiamo che c’è qualcosa di psicologicamente molto forte nei fiori: che siano donati per sedurre o per commemorare, per celebrare o per ringraziare, poche cose hanno un effetto altrettanto potente e universale.
Una ricerca nel campo della “psicologia evoluzionista” secondo la quale i fiori sono una specie praticamente senza uguali sulla terra, per quanto riguarda la loro capacità di indurre emozioni positive nell’uomo (e nella donna). La ricerca suggerisce perfino che i fiori potrebbero essersi evoluti in modo da sfruttare, a proprio vantaggio, l’effetto particolarmente positivo che hanno sugli umani.
Che il mondo vegetale, a differenza di quello minerale, fosse vivo e in grado di comunicare con quello animale, era noto. Ma la ricerca compiuta da psicologi e genetisti della Rutgers State University, nel New Jersey, dimostrerebbe che la “co-evoluzione” tra fiori e uomini è basata sulla ricompensa emotiva che i primi riservano ai secondi.
I ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti, regalando fiori o cioccolatini al medesimo campione di persone, oppure fiori a sconosciuti che prendevano l’ascensore, o fiori alla stessa gente per un prolungato periodo di tempo, studiandone le reazioni. La teoria che hanno ricavato E’ che l’uomo ha una preferenza estetica per cose che “crescono”, come fiori e piante, collegandole inconsciamente all’esperienza dei propri antenati preistorici, quando un campo di fiori poteva essere indice di una terra più fertile, dunque migliore per seminare e avere abbondanza di cibo.
Poiché un cavolfiore non suscita lo stesso effetto positivo di una rosa, altri elementi contribuirebbero alla predilezione umana per i fiori: l’odore, il colore, la simmetria della forma. L’idea che i fiori, nel corso dell’evoluzione, abbiano sviluppato queste qualità per compiacere l’uomo, dicono gli scienziati della Rutgers University, è simile a quella del lupo diventato cane e di altri animali selvatici che si sono poco per volta “addomesticati”.
It Rocks!
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- Carlo Milani said Grazie Bruno. Quasi volevo inviarglielo alla Writer's Mag...
- Bruno said Congratulazioni !
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- qwein said Grazie, e creato unicamente per mantenere forse oramai quello...
- Carlo Milani said Ci sto giocando da un mese, ormai, aspetto ad arrendermi e dare...
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