• Home
  • Gallery
  • Mappa sito
  • Privacy
Blue Orange Green Pink Purple

Articoli in ‘Scrittura creativa’

apr 20

Premiazione al Premio Cerruti Marianni Il mio racconto fantastico “Calamus” è arrivato secondo al Premio Cerruti Marianni, concorso letterario nazionale indetto dal Comune e dalla Biblioteca di Borgo Ticino. Di seguito il testo. Il tema, l’umanizzazione degli oggetti che condividono il nostro quotidiano, mi è semprepiaciuto, e mi prometto di svilupparlo prossimamente, partendo dai flash che ho lanciato in questo breve racconto, in qualcosa di più ampio respiro.

Calamus

“Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo; al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza e se mi immergo nel mio pensiero rifacendo il corso degli anni, se proietto il mio spirito verso un modo di vivere lontano da colui che voi percepite, io divento colui che desidero.”

Imbarcai i passeggeri e diedi alla navicella una spinta leggera. Il guscio ondeggiò un poco prima di abbandonarsi alla corrente, e i due petali bianchi scivolarono lenti sulle acque scure. Il canto della fontana attutiva la festa sul fondo della piazza. Sulle tavole si contavano i bicchieri di vino, le coppie si scambiavano l’ultimo ballo. Lei mi prese la mano, socchiuse gli occhi per un istante che dura ancora adesso, ogni volta che mi torna in mente. L’amore è fede, e la fede è una chiamata. In quel
battito di ciglia, semplice e segreto, ho riposto tutto il simbolo della coscienza di farsi destino.
Salimmo, in fretta ma non troppo, le vie buie del borgo, con l’odore della pietra che risaliva da invisibili anfratti. Assaporavamo gli angoli, i saliscendi e le antiche volte sotto le quali volavamo come ombre tenui e ridacchianti. Di sotto il paesello fremeva di gioia. I colori delle luci perdevano nitidezza e chiarore, non si distingueva più il vociare delle ragazze o le grida dei fanciulli.
Le indicai la Luna, Madre sacra e profana, sopra le teste argentate dei faggi. Dicono che chi ama vede i suoi contorni sfumati.
Lei mi avvicinò il capo, sentii il profumo dei suoi capelli e inspirai in tutto il corpo, fino al ventre, una primavera di viole. Risalimmo il ponte, quello costruito chissà quanti secoli fa per vincere il torrente. L’amore, dicono i poeti, non è forse passaggio e iniziazione? Per me era il primo, e allora credevo l’unico. Ma, del resto, capita a tutti così. Si fermò, esausta dalla fatica o dal desiderio, proprio a metà, dove la salita e ladiscesa si abbracciano in un punto. Freddo e caldo, argento nei suoi occhi verdi, tenebra intorno a noi. Salì allora – o forse dovrei dire che c’era già, che c’era sempre stata, ma le mie orecchie erano chiuse dal torrente – l’allegra industria dei grilli, appesi alle ginestre selvatiche all’ombra dei fossi.
Mi scostò i capelli dietro un orecchio e mi sussurrò qualcosa, con voce umida e calda, sicura, come lo scirocco passa la mano sul grano, giallo e maturo, in cima alle colline di Sicilia. Ascoltai il vento, non cosa portava. Non lo seppi mai.

In verità, tutto ciò, io non l’ho mai provato.
Io sono nato per vivere, non per essere felice. E anche vivere, è vivere solo di riflesso, in un angolo eccitato o trasognante della mia mente infinita, reclusa in questa cella asfissiante. Appiccicata addosso come un vestito bagnato, e non la posso vedere. Il corpo è la prigione dell’anima? Della vita restano le cose, non i pensieri. Dietro di me vedo solo l’anima che ho gettato in ogni respiro, in ogni cosa che ho fatto. Conosco il bene e il male, ma non li ho vissuti.

Il rimpianto è non aver mai sentito il canto delle cicale nelle sere d’estate, non aver mai visto i colori dell’autunno, le linee nette delle cime innevate quando il tempo si ferma tra il tramonto e la notte. Vivo di immagini, sogni, ricordi altrui che ho preso a prestito. Come posso disquisire e ragionare, se non ho mai visto, sentito, toccato? Di che Sostanza parlano i filosofi, se non hanno mai sperimentato un giorno, uno solo, privo della gioia, dell’umanità dei sensi?

Mi sono sempre chiesto: cosa c’è di veramente bello nel mondo? Nessuno ha mai fatto un elenco. Quando lo faranno sarà perché quelle cose non saranno più. Allora vivranno di somiglianze, associazioni, magari rimpianti. Come si può pretendere di conoscere le cose, sostituendole con teorie, filosofie, enciclopedie – non parliamo delle statistiche! – e tutto il ciarpame che l’umanità ha prodotto in questi disgraziati secoli? La matematica, la geometria, è autentica poesia. Ma la vita, quella oltre il velo… che cos’è? Chi scrive sulla riva al mare ha compreso tutto.

Quanto invidio chi scrive musica! Sente il respiro del Dio. Danzare su un pentagramma ha una dimensione verticale libera, non costretta: stai parlando con il Grande, stai usando la Sua voce per spiegare il mondo. Lì davvero il suono, il grafo, è sema, sostanza, nome di Dio in tutte le cose. Il ritmo, la misura, il tempo giusto, il torrente sotto il ponte, le labbra dischiuse, il sapore della lingua che penetra veloce e smaniosa, senza argini. Senza pensieri.

Rugiada. Ho sempre desiderato scoprire la dolcezza e l’ansia del sesso. Non ho mai goduto di questa gioia, o dannazione, ma l’immagino come una goccia di rugiada. Che pesa sulla punta di una foglia e poi scivola giù, dove liberarsi è librarsi per un istante divino e inafferrabile. E poi si sprofonda giù, forse più giù di prima, perché si prende coscienza della noia di stare al mondo.

Se mi permettete una battuta, ci ho messo l’anima in tutto ciò che ho fatto. Quando si fa una cosa, bisogna farla bene, perché diventa un pezzo di sé. Il senso, il significato, lo si scopre dopo, alla fine del viaggio. Ma ogni pezzettino, ogni puntino che mettiamo dietro all’altro va messo nel modo giusto al tempo giusto. Solo così, quando vediamo noi stessi realizzati dal di fuori, significa darsi agli altri,
mettersi al servizio, uscire dalla corrente del tempo. La coscienza è una tela. Trama e ordito. Su e giù. Orizzontale e verticale.Maschile e femminile. Ogni passaggio è imparare qualcosa di più di sé. Si può essere orgogliosi o meno, si può essere e basta. Dare l’anima implica movimento, come respirare è vivere e morire. Ma intanto gli uomini scordano le cose belle per correr dietro alla morte.

Amici cari, devo lasciarvi. Sento che il tempo è giunto. La voce si fa un sussurro, le membra le sento lontane. Sono arrivato all’ultima goccia, sono finito. Come un ubriacone attaccato alla bottiglia, si è giunti al fondo, la storia è stata scritta. Sono le ultime lettere, poi chissà quale ponte attraverserò. L’immortalità sta nelle storie in cui si è versata una parte di sé.
Ecco, l’ho scritto. Io sono.

Da una nota rinvenuta negli archivi della Chiesa di San Leo.

“Dicono che i negromanti, e chi pratica la magia nera, non solo riescano a far parlare i morti o a comunicare con l’Aldilà, ma anche a dar vita agli instrumenti. Alcuni dei beni a loro più cari sopravvivono nei secoli fin dall’epoca Egiziaca. In modo assolutamente diabolico, apprendono i segreti dei loro padroni e li mettono in pratica su se stessi, per diventare umani o aspirare all’immortalità. Nel nostro ultimo colloquio, l’eretico G. Balsamo – nato infelice, vissuto ancor più infelicemente, morto infelicissimo il giorno 26 agosto ad ore 3 dopo la mezzanotte – cercò, con mente dura et impenitente, di trarmi nella falsa fede che alcuni oggetti possono prendere possesso dell’anima del mago o di qualche altra persona o, per inverso, il mago trasferire la propria nell’oggetto”.

Anno Domini 1795, giorno 28 del mese di agosto
Don Luigi Marini, Arciprete


giu 13

Ho terminato il corso di scrittura creativa organizzato da Delos books e tenuto da Franco Forte.
Rispetto al panorama editoriale, davvero “illuminante” per utilizzare lo stesso aggettivo con cui il nostro docente/scrittore/editore ci dava il benvenuto.

Consiglio fortemente l’esperienza (scusa il gioco di parole, Franco) anche perché di corsi di scrittura creativa con un’impronta metodologica pratica, “americana”, ne abbiamo davvero bisogno.
Non vedo l’ora di partecipare a workshop ed altri eventi simili: credo sia impagabile riunirsi con un gruppo di persone che condivide i tuoi interessi, la tua passione e la stessa voglia di crescere.
Nel frattempo proviamo ad entrare nella community della Writer’s Magazine e a seguire il vecchio consiglio di scrivere ogni giorno qualcosa (magari a partire da questo benedetto blog, che aggiorno ogni mille anni…)

apr 28
1. Cuffaro, buoni i cannoli? La mafia non esiste, si chiama P.A.
2. Alzano ancora i tassi. Lo prendiamo nel culo fisso, variabile o revolving?
3. Ma i pacchetti Bersani chi se li è mangiati? La Mortadella è scaduta
4. Se risale la Destra almeno toglieranno il Canone? Occhio, modelle!
5. Gates se n’é andato. Grazie, Bill. Perché ci sono così tanti parlamentari? Mettiamoli a Progetto.
6. A Vittuone intitoleranno il palazzetto dello sport a Berlusconi. Posso intitolare il mio cesso a un partito?
7. Ho pianto per Samantha, la canelupo di Leggenda. Se i cani diventassero i padroni, il mondo sarebbe migliore.
8. Perché spendono i soldi nel marketing e non nell’ambiente? A Napoli se li erano già presi tutti gli altri. Cazzo, devo portar fuori la spazzatura!
9. Sotto le lenzuolate di Bersani chi ci ha scopato? I metalmeccanici hanno strappato 127 euro in 2 anni. Però.
10. Il petrolio sale, il pane sale etc. etc. Anche una gita di un giorno col panino oggi è un lusso.
11. Sto diventando vecchio, però mi dicono che sono più… . Sarkozy, mannaggia!!
12. Il 10% del PIL è prodotto da immigrati. Meglio il Kebab del Mac Donald.
13. I Baroni hanno lasciato fuori il Papa. A quando la Laurea Honoris Causa a Corona?
14. Chavez si scopa Naomi. Boh… Le tigri e gli orsi bianchi scompariranno.
15. Ma perché i pannelli solari costano così tanto se bastano i mirtilli? Qualcuno ha rubato la marmellata.
16. Hanno chiuso italia.it dopo 1 anno. 45 milioni di euro nostri in fumo. Pubblicate i nomi di chi ci ha fatto la bella vita.
17. L’Ecopass funziona, soprattutto per i piccoli. Fare tariffe e multe in base a cilindrata e reddito no eh?
18. 1 laureato su 5 va a finire a lavorare in un call center come primo lavoro. Sarà un nuovo tipo di specializzazione…
19. Perché i primari e i direttori ASL sono nominati dai partiti? Piuttosto che prendere la tessera del PD geni e ricercatori vanno all’estero.
20. Ogni giorno muoiono 26mila bambini. Punto.
dic 19
Arriva un momento in cui ognuno di noi ha la necessità di fare ordine tra i propri sistemi di valori. C’è chi non lo fa proprio, cioè non mette mai in discussione i propri principi e in questa categoria abbastanza numerosa ci metterei i fanatici, laici o religiosi che siano. Io nel mio piccolo, questa critica la faccio continuamente ogni giorno, perché mi permette di confrontarli con le diverse realtà e quindi di arricchirli in modo fluido. Chi mi conosce sa che prima di dire la mia, ascolto l’altro. E’ una pratica che mi viene dall’educazione e da qualche studio sulle filosofie orientali. Scrisse Einstein: “Se A è il successo nella vita, allora A = x + y + z. Dove x è lavorare, y è divertirsi, e z è saper ascoltare.”
Nel lavoro ma in genere in ogni ambito, mi sono innamorato (anche se per alcuni è stata di fatto una riscoperta) di alcuni principi su cui voglio soffermarmi in diversi post. Voglio dire subito che il minimo comune denominatore è: la semplicità . Quella semplicità che già Orazio avvertiva di non confondere con la banalità o la genericità . La semplicità nasconde lavoro, concentrazione, impegno, studio, sudore, ore passate con lo scalpello (antica metafora che va bene ancora oggi per qualsiasi contesto). Ciò che è semplice non solo è bello in è, ma nasconde dietro l’apparenza di leggerezza una potenza e uno sforzo che si comprendono in un secondo momento. E allora si ri-scopre l’opera (in senso lato) sotto un punto di vista più profondo e autentico, meno apparente e più sostanziale, perché si abbraccia con il pensiero il sistema di valori e di esperienze che l’autore ha voluto trasmettere con l’opera. Michelangelo diceva della scultura che essa si basava sul “levare”, cioè sull’eliminare tutto il materiale superfluo rispetto alla figura che, nella sua mente, era già racchiusa nel marmo.
Questi principi empirici, molto familiari nell’informatica e nel visual design, sono: KISS, DRY e Less is More. Di fatto sono sfaccettature di un unico concetto. Semplicità significa: fare di più con meno.
Da un punto di vista metodologico, anzi epistemologico, la migliore trattazione è stata fatta da Gugliemo da Occam. Rimando a Wikipedia per l’approfondimento. Riporto, non in latino, la formula: “Non aggiungere elementi quando non serve. Non supporre pluralità quando non serve. E’ inutile fare con più quanto si può fare con meno”.
Tra le spiegazioni di un evento, è quella più semplice che ha maggiori possibilità di essere vera (anche in base a un principio di economia di pensiero). La stessa cosa è alla base del meccanismo del minimo sforzo nella linguistica. L’evoluzione delle lingue storiche segue proprio questo principio di economicità .
“Nel mondo moderno la chiave per la felicità è la semplicità”.
Dalai Lama
“Make it as simple as possibile. But not simpler”.
Einstein
“I mezzi più semplici e veri e sicuri sono gli ultimi che gli uomini trovano, così nelle arti e nei mestieri come nelle cose usuali della vita, e così in tutto. E così chi sente e vuol esprimere i moti del suo cuore ecc. l’ultima cosa a cui arriva è la semplicità e la naturalezza, e la prima cosa è l’artifizio e l’affettazione, e chi non ha studiato e non ha letto, e insomma come costoro dicono è immune dai pregiudizi dell’arte, è innocente ecc. non iscrive mica con semplicità , ma tutto all’opposto: e lo vediamo nei fanciulli che per le prime volte si mettono a comporre: non iscrivono mica con semplicità e naturalezza, che se questo fosse, i migliori scritti sarebbero quelli dei fanciulli“.
Giacomo Leopardi, Zibaldone
nov 09
Domenica a Como ho visto un meraviglioso cartello sopra lo spazio di parcheggio riservato ai diversamente abili (la prossima volta che vado scatto una foto così la metto nel post):
“Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap”
Non è un ottimo esempio di come la comunicazione che viviamo o subiamo ogni giorno, anche nei gesti o negli oggetti quotidiani, può essere migliorata e resa più efficace e persuasiva?
Se sto per parcheggiare, e non trovo un dannato posto, quale sarà più efficace?
L’anonimo divieto che vale per tutti e per nessuno, o un cartello che sembra una persona che in quel momento ti sta parlando, ti sta implorando, quasi sfidando? Te lo raffiguri davanti, quel disabile, e ti porta ad immedesimarti. E come ogni volta che c’è immedesimazione, si attiva il canale giusto per la persuasione.
Da un punto di vista sociale, se si seguisse questo esempio anche in tutti gli ambiti quotidiani che altrimenti passerebbero inosservati, forse avremmo meno spot di pubblicità sociale (spesso di dubbia utilità ) e molti più parcheggi liberi.
Migliorando le occasioni, le forme, e l’efficacia comunicativa degli oggetti e delle interfacce con cui ci misuriamo, anche inconsciamente, ogni giorno, questi messaggi positivi verrebbero assimilati molto più direttamente.
PS un doveroso ringraziamento ad Annamaria Arlotta per la segnalazione.

It Rocks!

Il blog di Carlo Milani
    • Categorie
    • Novità
    • Commenti
    • Email marketing
    • Giochi di ruolo
    • Pensieri e idee
    • Politica e società
    • Scrittura creativa
    • Siti realizzati
    • Ancora due premi Mediastars per Futuraweb
    • Comunicazione ambientale: dai fatti alle parole
    • “Calamus” secondo classificato al Premio Cerruti Marianni
    • Premio per caremma.com e aldamerini.com
    • Il mio fiore all’occhiello: aldamerini.com
    • Iniziato ai misteri dei Bardi di Arona in una sessione di On Stage!
    • Corso di scrittura creativa con Franco Forte
    • Ancora due premi Mediastars per Futuraweb » Carlo Milani said [...] il premio per aldamerini.com, e il premio tecnico...
    • Carlo Milani said Grazie Bruno. Quasi volevo inviarglielo alla Writer's Mag...
    • Bruno said Congratulazioni !
    • Premio per caremma.com e aldamerini.com - Carlo Milani said [...] Internet / Siti socio-culturali, il premio è andato ad...
    • qwein said Grazie, e creato unicamente per mantenere forse oramai quello...
    • Carlo Milani said Ci sto giocando da un mese, ormai, aspetto ad arrendermi e dare...
    • qwein said Complessivamente il giudizio e corretto manca forse in fondo...
  • Gallery
  • Tag
    corsi delos books Email marketing filosofia GdR natura pensiero classico persuasive copywriting politica Scrittura creativa Siti realizzati volontà di coscienza web design
  • Cerca


  • Home
  • Gallery
  • Mappa sito
  • Privacy

© Copyright It Rocks!. All rights reserved.
Designed by FTL Wordpress Themes brought to you by Smashing Magazine

Top