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La Metis sa assumere tutte le forme, prendere tutte le strade, tendere, sempre sinuosa e avvolgente, verso tutte le direzioni, contando su un'immaginazione variegata come una pittura o un tappeto, intricata e indecifrabile "come i labirinti e le costellazioni celesti, e occulta come quella dei ladri, dei mercanti, dei segreti amanti notturni".

Ulisse è l'eroe della Metis. L'astuzia dell'intelligenza è l'arma, opposta alla forza bruta, che ribalta la previsione o la situazione più critica a proprio vantaggio; che sa prevenire lo svolgimento degli eventi e cogliere il momento opportuno; che è variegata come la realtà molteplice che riesce a dominare, perchè si adatta ad ogni circostanza.

Non c'è Metis senza labirinto, non c'è labirinto senza rete, e oggi non c'è rete senza Internet. Internet è la Rete, la più grande struttura comunicativa che l'uomo abbia mai realizzato. Una rete è un sistema non lineare ma spaziale: essa non va letta "un punto dopo l'altro" ma esplorata "da un punto a un altro punto".

Ogni punto della rete è un "centro", ovvero la rete non ha centro. Ogni nodo della rete è collegato a tutti gli altri nodi. Una rete è anche un labirinto: ci si può perdere nel tentativo di esplorarla, o si può giungere a un centro che non è il centro del labirinto ma il luogo in cui noi volevamo arrivare.

Tutto questo si configura in tre tratti costitutivi: il fascino dell'esplorazione, il viaggio senza mappa, l'astuzia dell'intelligenza. Riprendendo Castoriadis, "pensare è esplorare", e il labirinto è il simbolo senza tempo e senza luogo della sfida dell'intelligenza.

Ma tutto questo - il fascino e l'ignoto - dev'essere dominato dall'astuzia dell'intelligenza: la Metis. Teseo non entrò nel labirinto di Creta senza il filo d'Arianna che gli garantiva il ritorno. Chi vuole apprendere e comprendere, non entra nella Rete senza una strategia che gli permetta di depositare una traccia. In ogni labirinto ci sono molti punti a cui si può tendere, ma è uno solo quello da cui siamo partiti.