I fiori hanno volontà di coscienza?

Tutti sappiamo che c’è qualcosa di psicologicamente molto forte nei fiori: che siano donati per sedurre o per commemorare, per celebrare o per ringraziare, poche cose hanno un effetto altrettanto potente e universale.

Una ricerca nel campo della “psicologia evoluzionista” secondo la quale i fiori sono una specie praticamente senza uguali sulla terra, per quanto riguarda la loro capacità di indurre emozioni positive nell’uomo (e nella donna). La ricerca suggerisce perfino che i fiori potrebbero essersi evoluti in modo da sfruttare, a proprio vantaggio, l’effetto particolarmente positivo che hanno sugli umani.

Che il mondo vegetale, a differenza di quello minerale, fosse vivo e in grado di comunicare con quello animale, era noto. Ma la ricerca compiuta da psicologi e genetisti della Rutgers State University, nel New Jersey, dimostrerebbe che la “co-evoluzione” tra fiori e uomini è basata sulla ricompensa emotiva che i primi riservano ai secondi.

I ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti, regalando fiori o cioccolatini al medesimo campione di persone, oppure fiori a sconosciuti che prendevano l’ascensore, o fiori alla stessa gente per un prolungato periodo di tempo, studiandone le reazioni. La teoria che hanno ricavato E’ che l’uomo ha una preferenza estetica per cose che “crescono”, come fiori e piante, collegandole inconsciamente all’esperienza dei propri antenati preistorici, quando un campo di fiori poteva essere indice di una terra più fertile, dunque migliore per seminare e avere abbondanza di cibo.

Poiché un cavolfiore non suscita lo stesso effetto positivo di una rosa, altri elementi contribuirebbero alla predilezione umana per i fiori: l’odore, il colore, la simmetria della forma. L’idea che i fiori, nel corso dell’evoluzione, abbiano sviluppato queste qualità per compiacere l’uomo, dicono gli scienziati della Rutgers University, è simile a quella del lupo diventato cane e di altri animali selvatici che si sono poco per volta “addomesticati”.

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