Carlo Chiesa e le segrete virtù del violino

La partecipazione a un corso di reportage tenuto da Sara Munari è stato l’occasione per produrre un progetto fotografico su un antico mestiere: quello del liutaio.

Un tempo c’erano botteghe e mestieri, in cui i maestri insegnavano ai giovani principi, tecniche e segreti di un’arte. Certo, vengono subito alla mente i grandi del Rinascimento ma sono la punta di diamante di una miriade di scuole e professioni artigiane (dalla produzione di oggetti di uso comune fino alle arti figurative) tramandatesi nel tempo in tutta Italia ed Europa, nella grandi città come nei piccoli borghi.

Riscoprire queste eccellenze è come individuare un filo rosso teso tra i secoli, sottile e fragilissimo, che nel contesto economico odierno – anonimo, industriale, globalizzato – conduce a una sapienza carica di un’aura di mistero e inaccessibilità, che la rende ancora più preziosa e affascinante.

Prima di entrare in punta di piedi nel laboratorio di Carlo Chiesa, maestro liutaio milanese, l’obiettivo alla base del progetto fotografico era vedere come da tavole di acero e di abete si possa arrivare a uno strumento musicale (aggiungo a titolo personale: il suono della famiglia dei violini è tra i miei preferiti).

liutaio chiesa milani

Fin da bambino adoro la lavorazione del legno in tutte le sue forme ma ritengo, come molti, i manufatti destinati ai musicisti su un livello artistico superiore: dalla modellazione di un piccolo pezzo di mondo, di materia viva, si arriva a produrre un’esperienza estetica universale. C’è un qualcosa di magico ed ancestrale in questo procedimento in cui l’artigiano diventa come una sorta di traduttore di bellezza per il mondo.

liutaio chiesa milani

In realtà, dopo una stretta di mano con Carlo, già da una rapida agli scaffali del laboratorio, si comprende che questa “magia” nella realtà è un’alchimia di approfondite conoscenze multidisciplinari (dalla fisica alla chimica) guidate dalla sua passione storico-filologica sugli strumenti e sui metodi dei personaggi che hanno fatto grande la storia della liuteria.

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Le parole d’ordine con cui si muovono gli occhi e le mani sono cura e precisione. Se alcuni strumenti sono ovviamente comuni con la falegnameria, si passa dalla forza nello scavare solchi alla finezza misurata sul millimetro nel tracciare linee e incastri sapienti. Ogni cosa deve essere bilanciata e corretta secondo giuste proporzioni. La musica nasce su precisi rapporti numerici, la bontà del suono dalla perfetta scelta di legni e materiali, da giuste misure, da tinture speciali.

Del resto già la radice indoeuropea della parola arte è antichissima (nell’accezione di attaccare/adattare) e – non a caso – alla base anche delle parola armonia (“unire in modo ordinato, proporzionato”), aritmetica (il numero è ordine e quindi il “mettere in ordine le cose”), articolazione, e di due parole cardine della cultura greca classica strettamente legate tra loro: àristos e aretè, ossia l’ottimo compiuto e la virtù nel suo senso più pratico di “adattare bene”. Come soleva dire mio nonno, un altro artigiano: “se devi costruire una cosa, va pensata e fatta bene”.

liutaio chiesa milani
liutaio chiesa milani

Nell’assaporare il profumo del legno mentre i riccioli vengono via dalla base sotto il duro lavoro dello scalpello e vanno ad accumularsi gli uni sopra agli altri, Carlo ci ricorda che ogni laboratorio è sempre una bottega, ovvero un’impresa che deve sopravvivere a un mercato sempre più difficile in cui – oltre all’attività di restauro – tanto la domanda quanto l’offerta va dall’Europa alla Cina. Ma non dimentica la bravura degli esecutori italiani, specialmente i più giovani. Lo spirito di chi amando il passato ha sempre l’occhio rivolto verso il futuro.

liutaio chiesa milani

Chiesa per anni ha insegnato Storia della liuteria alla prestigiosa Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona e dal 1999 è membro della Società Internazionale dei Maestri Liutai e Archettai. Oltre ad essere autore di alcuni saggi – tra cui “L’eredità di Stradivari” – collabora con riviste di settore internazionali e tiene conferenze e lezioni in Italia e in tutto il mondo.

liutaio chiesa milani

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Mentre gli scatti e i minuti passano uno dietro l’altro, mai così veloci come la lima dei due giovani “apprendisti”, lo sguardo viene catturato dai prodotti finiti – viole, violini e violoncelli – alcuni nuovi, altri oggetti di restauro. Si tratta di strumenti di lavoro, che possono presentare anche piccole o grandi personalizzazioni, non solo estetiche.

Ora, mentre la “customizzazione” di prodotto richiesta in diversi settori oggi rimane l’assemblaggio di parti in base a preferenze estetiche o funzionali, tra questi banchi di lavoro si rivive un rapporto tra committente ed artigiano più antico e genuino, quasi intimo, in cui l’animus dell’artefice si trasferisce nell’oggetto e si “consegna” perchè ne faccia un uso “virtuoso”.
E’ il lavoro del fabbro che forgia la spada magica, è il sapiente che dona una parte di conoscenza perché il discepolo compia il proprio pezzo di missione di migliorare il mondo. E’ come un’eredità, un dna che sopravvive all’interno delle venature vive del legno ogni volta che risuonano.

liutaio chiesa milani

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Carlo Chiesa Lutaio fotografo Carlo Milani

Si ringraziano Carlo Chiesa, Ilaria Cazzaniga e Stefano Bertoli per l’opportunità e la collaborazione, e Sara Munari per l’editing.

Event / Location

Milano

Tags

Pictorialism, Reportage, Stories

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