Te se de Mombell!
A pochi km da Milano, nel mezzo della verde collina di Mombello che sorge nel centro di Limbiate, la Villa Pusterla – Crivelli ebbe numerosi ed illustri ospiti. Da Ferdinando IV a Napoleone, la cui sorella Paolina proprio qui, in un caldo giugno del 1797, maritò il generale Leclerc.
70 anni più tardi il quartier generale di Bonaparte, il cuore della Repubblica Cisalpina, si trasformò… in un ospedale psichiatrico. In pochi decenni divenne tra i più popolati d’Italia, con oltre tremila ospiti.
70 anni più tardi il quartier generale di Bonaparte, il cuore della Repubblica Cisalpina, si trasformò… in un ospedale psichiatrico. In pochi decenni divenne tra i più popolati d’Italia, con oltre tremila ospiti.
Ancora i nostri nonni usavano “Te se de Mumbell!”, in dialetto milanese, per canzonare una persona cui mancava qualche rotella.
Con il passare degli anni la Villa fu attorniata di nuovi edifici e ambulatori, per tirare via dalla strada e dalle famiglie le seguenti categorie: epilettici, paralitici, sudici, agitati, semiagitati. Quelli che se la passavano meglio, ma non certo da gran Signori, erano i cosiddetti “tranquilli”, che soggiornavano nella vecchia Villa napoleonica.
Nel 1997 la legge Basaglia determinò la chiusura degli istituti psichiatrici italiani. Questi edifici vennero abbandonati, e tali restano ancora oggi, con pavimenti cosparsi di radiografie ammuffite. Chi si avventura in questa quieta solitudine tra macerie polverose e vetri infranti, gli sembrerà di respirare nell’aria l’angoscia di migliaia di esistenze incomprese. Oggi è meta di fotografi, artisti e senzatetto.
